Caro bambino mio, sarò sempre il tuo supereroe

papà

La lettera viene introdotta da Giulia Polito, sul Corriere della Sera. Poche righe per inquadrare il senso di questa missiva nel giorno della festa del papà.

«Antonio Cavallaro è papà di un bimbo ipovedente. Ed è al suo  bimbo che, a ridosso della Festa del Papà, ha dedicato questa lettera che apre un piccolo squarcio nell’universo maschile fatto di “superpapà”, come lui stesso li definisce. Ma che in realtà sono solo uomini capaci di sorprendersi e di giocare con la vita. La storia di Antonio e di suo figlio è simile a quella di tante famiglie, dove la disabilità dei bambini colpisce soprattutto il senso di responsabilità, costringendo i genitori a porsi delle domande nuove che riguardano il futuro dei figli, il loro domani seminato di ostacoli. E’ qui che emerge il lato più virtuoso di ognuno. Nella lettera di Antonio salta all’occhio l’ironia e la freschezza di un papà che ha imparato a prendere la disabilità di suo figlio con la leggerezza necessaria per supportare il bambino nel suo percorso di vita. Ma soprattutto per far emergere il lato migliore di se stesso: quello che rende ogni uomo qualunque un piccolo “supereroe”».

vai al Corriere della Sera

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