Parla la «gola profonda» del Sole 24 Ore

napoletano

L’appuntamento con la gola profonda è al ristorante “Il Marchesino”, accanto al teatro la Scala, nel cuore di Milano. Ad accettare di rispondere a una serie di domande è un ex top manager che ha avuto un ruolo importante durante lo scandalo che ha travolto il primo quotidiano economico italiano e che è già stato interrogato come testimone dalla procura di Milano.

Le sue dichiarazioni sono state ritenute “molto importanti” dagli inquirenti.
«Guardi, ho visto con i miei occhi cose da pazzi e sono disponibile a parlare con lei e raccontarle tutto, solo perché molto amareggiato dalla vicenda. E anche in apprensione per le mille persone che lavorano lì. Tra loro ci sono professionalità eccellenti ed è vergognoso quello che è successo. Le chiedo solo una cortesia: voglio mantenere l’anonimato».
Non fa sconti ai vertici aziendali che sono accusati dal pm Fabio Di Pasquale di aver sconquassato i conti del primo quotidiano economico italiano: Donatella Treu ex amministratore delegato, Benito Benedini ex presidente del gruppo e Roberto Napoletano ex direttore del giornale e indicato come vero dominus nella gestione “folle” della società.

La confusione dei conti
«Avevo capito subito che c’era qualcosa che non andava, e banalmente me ne ero accorto da un fatto: non c’erano le divisioni per i centri di costo. Non era chiaro quanti soldi perdesse o guadagnasse una divisione piuttosto che un’altra. I conti del quotidiano e della radio, ad esempio, erano tenuti assieme. Io fui il primo a sollevare il problema delle copie digitali, ma non ebbi mai risposta. Poi è arrivato il nuovo amministratore delegato Gabriele Del Torchio. A quel punto lui che è un vero capo azienda si è scontrato con quello ombra, che era Napoletano».

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