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CRISTIANO GATTI

Classe 1957. Bergamasco con origini australiane. Laureato in economia, giornalista da sempre: apprendista al Giornale di Bergamo e a Bergamo-Oggi, poi al Giorno nella grande scuola sportiva di Franco Grigoletti, quindi inviato di cronaca e costume al Giornale. Attualmente scrive sul Corriere della sera. Col piacere del mestiere ha conosciuto l’Italia intera: nelle sue bellezze e nei suoi aspetti peggiori. Ha raccontando entrambi. Per Prima Pagina Edizioni ha pubblicato quattro romanzi: “La Grande Idea”, “L’Amore Sublime”, “Memo e il Generale”, “Negli Anni, l’Amicizia”.

PIER AUGUSTO STAGI

Classe 1962. Milanese solo sulla carta: famiglia toscana, natali a Torino. Una vita in bicicletta e per la bicicletta: da corridore prima, da giornalista poi. Oggi è direttore di magazine e di web, oltre che editore. Ha lavorato per l’Unità e La Notte, collabora da anni per Il Giornale, Avvenire e Radio 24. Oggi pedala per piacere e corre per necessità: ma è felice. Attento all’alimentazione, solo per la Juve riesce a farsi un fegato così: soprattutto in Champions.

ANGELO COSTA

Classe 1960. Reggiano con origini parmensi. Nasce al Giornale, quando ancora a dirigere le operazioni era Indro Montanelli, cresce e invecchia al Resto del Carlino. Ha scritto di ogni argomento. Compresi gli sport che ha avuto occasione di praticare: il ciclismo, come reazione alla vita da pendolare in auto, e il basket dall’alto del suo metro e settanta. Incuriosito da ogni genere di scrittura, sogna un giorno di poter usare la parole in un mondo che lo affascina: la radio.

GHERARDO MAGRI

Classe 1957. Bergamasco. Manager aziendale con una vita da pendolare: fra multinazionali e città diverse. A questo suo moto continuo ha dedicato un libro autobiografico: “Pendolare per Sempre” (Prima Pagina Edizioni). Anima da esploratore, ha esplorato ogni mezzo per spostarsi: bici, auto, treno, aerei. Il suo preferito resta la vecchia Vespa 125 del liceo, con cui ha unito l’Italia, viaggiando da solo: da solo e senza altri Mille.

ARIO GERVASUTTI

Classe 1962. Friulano di Palmanova, veneto per crescita: in tutto e per tutto un uomo del Nord-Est, ma con lo sguardo sempre rivolto oltre i confini. Figlio d’arte, come giornalista sboccia a Milano, con Montanelli prima e Feltri poi. In Veneto torna nel nuovo millennio, inizialmente inviato speciale del “Gazzettino”, quindi direttore del “Giornale di Vicenza”. Ha scritto di Mani Pulite e di Lega, di terremoti e costume, di economia e di cronache locali. Praticamente, di tutto. Cercando di capire, oltre che raccontare.

GIORGIO GANDOLA

Classe 1958. Comasco, giornalista che in una vita da mediano ha giocato in tutti i ruoli, cronista (La Provincia di Como), inviato (Il Giornale), direttore (Provincia ed Eco di Bergamo), autore di libri, sceneggiatore di un film su Fellini. Rispetta l’opinione pubblica ma preferisce la propria. Ed è orgogliosamente iscritto al club per la salvezza del congiuntivo.

LORENZO SANI

Classe 1958. Reggiano per radici, bolognese per vita professionale, veneziano sulla carta d’identità: un mix di sano e raffinato provincialismo, di ironia, di sincera curiosità, che lo spinge a navigare in ogni mare. Al Resto del Carlino è entrato da collaboratore e ne è uscito da inviato speciale. Ha scritto romanzi e sceneggiature. Si è preso la briga di affrontare ogni argomento, dalla cronaca allo sport, nell’umiltà intellettuale di chi vede le cose con i propri occhi, ma anche con quelli degli altri.

ROMANO FRIGO

Classe 1963. È milanese di nascita, ma vicentino, anzi, asiaghese di adozione. È curioso, ama cercare, sperimentare, e si affeziona molto a quello che scopre. Sta insegnando Religione nelle scuole superiori per assaporare la freschezza dei ragazzi e accompagnarne qualcuno a interrogarsi sulla vita. Una bella sfida con un risultato assicurato: sono loro a far crescere lui. Appassionato di ciclismo, pedala quanto basta per non farne una malattia, ma una medicina capace di abbassare la pressione e innalzare lo spirito. Per Ediciclo ha scritto un diario di cicloriflessioni: “Ora et pedala”.

PAOLO PAGANI

Classe 1957. Classe che non è acqua. Milanese, è caporedattore a Sky Sport. Laurea in filosofia. Passione per il Seicento. Al maschile, non l’utilitaria Fiat. Ha lavorato in mensili, settimanali, quotidiani e per 15 anni facendo informazione sul web, da Cnn a Sky Sport. Il Giorno post-breriano è stato una scuola di anti-conformismo, graditissimo antidoto all’omologazione. Perché occhio: il Cretino rappresenta un pericolo diffuso e sottovalutato. L’imbecillità essendo cosa troppo seria per essere lasciata ai soli titolari.

SERGIO GHISLENI

Classe 1963. Nato a Bergamo, vive nove mesi in Galizia, tre mesi in Italia e da sempre in U-tòpia. Da pubblicista ha fatto un po’ di tutto, da La Notte al Giorno. Da professionista ha lavorato 17 anni alla Gazzetta dello Sport. Poi ha fatto per un decennio il papà. Parla tre lingue, balbetta due dialetti, pensa troppo e – di conseguenza – pensa spesso male. Per farsene una ragione fa viaggi solitari in bici (senza assistenza): dall’Oregon alla Virginia, da Finisterre a Venezia, da Venezia a Istanbul. Poi si vedrà. Oggi sua figlia, ragazza del ’99, è praticamente adulta. Lui, si capisce, ancora no.

VALERIA BRAGHIERI

Classe 1973. Milanese, quindi cittadina del mondo. L’Indipendente, Libero, il Giornale: di scuola feltriana con ampia licenza di personali contaminazioni. Penna femminile ma non femminista, il che significa indulgente verso le donne ma con la durezza che la sincerità comporta. Ha iniziato agli spettacoli per poi passare alla cronaca e talvolta alla politica, quando show e strorytelling sono diventati parte essenziale della realtà. Che comunque continua a preferire e a cercare con pervicacia, al suo stato brado, per poi rielaborarla e raccontarla da donna, madre e, in certi giorni, da amante della vita. Con tanto disincanto e con la giusta umanità.

DARIO CECCARELLI

Classe 1955. Milanese. Diplomato al liceo scientifico, presto giornalista all’Unità, dove resta vent’anni, inizialmente alle province, poi tanto sport di alto livello, fra Nazionale di calcio e ciclismo a Giro e Tour. Al cambio di secolo, cambia parrocchia ed entra a Radio 24, coordinatore delle news e animatore della rubrica ‘Il Graffio’, che gli vale il premio Satira Forte dei Marmi, figlio di un umorismo lieve e incisivo al tempo stesso, quasi sottovoce come ama parlare lui. Delle tante debolezze a cui ha smesso di cedere, gli è rimasta quella del calcetto, dove crede di essere Rivera: quello di adesso, s’intende.

JOHNNY RONCALLI

Classe 1968. Bergamasco residente a Brescia (!), dopo la maturità scientifica e appassionati ma inconcludenti studi in lingue e letterature straniere, incrocia sulla sua strada l’autismo e ne rimane imbrigliato. Da più di vent’anni lavora nel mondo dell’autismo partecipando a innumerevoli iniziative. Ha collaborato con Theo Peeters e Hilde DeClercq dell’Opleidings Centrum di Anversa, suoi maestri. Pigro, indolente o forse semplicemente lento, è patologicamente appassionato di letteratura e musica, sebbene qualcuno sostenga che non legga né ascolti l’enorme quantità di libri e dischi acquistati. Spera di invecchiare lavorando, a patto di poter aprire una libreria. Siccome nessuno è perfetto, non si vergogna d’essere interista.

LUCA SERAFINI

Classe 1961. Nato a Milano, fa preziosa gavetta e cresce professionalmente nei giornali locali di Brescia e di Bergamo, tra cronaca nera e sport, salvo essere sdoganato definitivamente verso il calcio da Maurizio Mosca, che lo riporta a Milano a metà anni Ottanta. La sua attività si svolge prima a SuperGol, poi a Tele+ e infine a Mediaset, dove resta per 28 anni, dal 1986 al 2014. Una volta prova pure a fondare un giornale di sole buone notizie, il giornale che tutti i lettori dicono di sognare: l’esperienza si chiude dopo soli sei mesi, perché le buone notizie forse si sognano, ma non si leggono. Ora si è dato ai libri, romanzi ispirati a storie vere, ma per mangiare continua a scrivere e a servire polpette speciali ai tavoli del suo ristorante.

BRUNA ALASIA

Nata a Sesto San Giovanni (MI), vive a Roma, dove si è laureata in Sociologia nel 1977. Con Vangelista ha pubblicato i romanzi “L’erba nasce verde” e “Tre anni così”. Ha collaborato al GR3 Cultura, a Duepiù e tuttora a Confidenze tra amiche (Mondadori). Appassionata di cinema, è stata addetto stampa del Festival del Film Italiano di Villerupt (Nancy). Di cinema e teatro scrive tuttora sul quotidiano online Dazebao News. Dal 1984 Lavora alla Camera dei Deputati come addetto stampa nei gruppi parlamentari. Si ritrova irriducibile lettrice dopo la folgorazione, avvenuta in seconda elementare, con “Fiabe Italiane”, di Italo Calvino. Inevitabilmente è pure sognatrice e grafomane, propensione che il web ha intensificato.

TONY DAMASCELLI

Classe? Immensa, ma purtroppo del 1949. Barese meteco al Nord. Una vita piena di roba varia, anche avariata. Avviamento al giornalismo con il baseball, quindi di tutto, tra Il Giorno, Il Giornale, l’Indipendente, con la parentesi di 3 anni nella Direzione Stampa di Italia ’90 e, poi, responsabile (ahiloro) dei rapporti internazionali della Federcalcio. Quindi di nuovo a Il Giornale. I suoi maestri e compagni di viaggio: Arpino, Brera, Tosatti, Montanelli, Salvalaggio. Maturità classica, voleva fare il barbiere o l’ingegnere, ma non ha realizzato il sogno. Ama i Beatles, Michel Platini, il vino, il cibo, ma soprattutto un poker di donne di cui non rivela il nome. Vive tra Varese e il Salento. Sopravvive dovunque.

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